5 Luglio 2017
La capacità dell’arte di riconnettersi può aiutare la ricerca di una nuova luce sul mondo dei sentimenti e delle credenze fino a ritrovare equilibri dell’anima dati per improbabili.
La mostra che Nevia Rasa presente alla Galleria DNA MarateaContemporanea ci invita a fare un viaggio alla ricerca del nostro arcipelago o della nostra costellazione, le sue isole e/o stelle felici, opere d’arte, diventano densità espressiva dialoganti con il passato e con il futuro e l’anima si rivela come misura del tempo del cambiamento.
Nella percezione artistica la cultura e l’esperienza sensoriale accumulata spesso sono un ostacolo alla percezione di ciò che può essere detto al cuore.
Va pertanto accantonato ogni peso che impedisce la percezione liberata.
A guardare la Pietà di Giovanni Bellini, ad esempio, si percepisce il senso dell’indissolubile unione tra madre e figlio, ma anche la rappresentazione del dramma, se liberati dalle informazioni, ci fa capire che lei, la Madonna, vede oltre, indica una direzione, lei non è sola ma parte di un progetto divino e ciò è comunicato attraverso l’arte.
La mostra di Nevia può essere guardata e percepita come messaggio a più segni da riconnettere.
Materiali con differenti linguaggi portanti dal flusso casuale degli incontri si combinano in una varietà di forme come isole disperse in un mare di richiami al fluire delle cose che attraversano la vita.
La malinconia sullo sfondo finalmente sorride ai frammenti ricomposti che illuminati al momento giusto ricompongono pensieri di speranza e di progetto fino a riconoscersi come appartenenti ad un cosmo in cammino che è capace di moltiplicare centri d’attenzione e flussi d’appartenenza.
E così I SOLE ritrovano il mare che consente la loro connessione fino a specchiarsi in costellazioni lontane e riconoscere in figure extraterrestri ormai vicine, il noi che credevamo perduto.
Ecco Nevia che nel parlare di arte ci insegna anche a guardare oltre, per affermare che l’arte sa raccordarsi con fertilità alla dimensione dell’incontro anche inatteso.
Le mappe della conoscenza e delle credenze richiamante in mostra illuminano i saperi incerti del tempo vissuto, sia esso passato che contemporaneo e ci dicono che il rischio della disconnessine è sempre in agguato .
Prof Pasquale Persico