--- Cercare di esprimere ciò che rappresenta la pittura di Nevia Rasa è come tentare di leggere un cielo privo di nuvole, denso di sfumature di colore, pieno di corpi celesti o surreali che non assumono parvenze definite, non giocano con la perfezione della forma, ma lasciano immaginare quell’essenza che l’artista ha cercato per lungo tempo e che ora
coglie attraverso attimi irripetibili che fissano la qualità pittorica in un unicum di materia- concetto che, a pieno diritto entra nella testimonianza contemporanea delle arti visive.
So è accennato al cielo, ma più che una rappresentazione tale definizione è una metafora. Il pigmento che copre la tela potrebbe essere un prato, il pavimento di una stanza, un pezzo d’oceano, la veste di una vergine. Non ha importanza la raffigurazione in sé stessa, ma solo ciò che essa vuole esprimere.
Eccoci allora pronti a partire, viaggiare tra i colori che aggrediscono la grafia che puntualmente si trova nei suoi dipinti gialli a forma di sole che scoppiano in azzurri vestiti di vede. Piccole forme geometriche appena individuate rimandano a retaggi antichi, a testimonianze di un passato che vive la sua forza nel presente.
L’artista ha lasciato i colori bruniti, foschi, aggressivi, corolla della sua inquietudine per avvolgersi in altri che la vestono di serenità, di pace, di spiritualità.
Se astrazione vuol dire mettere a nudo la propria anima, il proprio pensiero, il proprio cuore, possiamo definire astrazione il modo di fare pittura di Rasa, un lavoro ancora nel pieno della ricerca che è però estremamente solidificata sia dal punto di vista concettuale che da quello pittoriche e che può regalare, nel corso le tempo, nuove emozioni e nuove riflessioni.
Prof Guido Signorini
d’arte, poeta, scrittore Recensione x il deplient N.R. (RO)