--- Nevia Rasa non è una pittrice da scoprire o la lanciare, ma da conoscere. Con ciò, si intende dire che sarà più utile agli altri osservare la sua pittura di quanto sia necessario per lei manifestare le critiche favorevoli ricevute. Ciononostante, volendo conoscere il punto di vista di un critico possiamo affermare che Nevia è una pittrice volitiva e
oltremodo sensibile a particolari emozioni percettive. Per lei dipingere diventa una motivazione interiore, una necessità di quello che è il suo animismo. La personalità di Nevia s’identifica con una certa produzione per la maggio parte considerata, dal punto di vista critico, di carattere fantastico-informale, nella quale la pittrice rivela una specie di attrazione, o il gusto segreto di una scoperta percettiva prima della forma oggettuale.
Non è però cosa tanto semplice proporre la sua opera e questo non tanto perché l’opera è astratta e incomprensibile, anzi, ma per il fatto che la sua interpretazione dello stimolo percettivo mentale, e non visivo, ha una prospettiva narrativa che non si può facilmente delimitare sotto l’aspetto critico, come ben più facilmente lo si può fare con una pittura realistica, figurativa.
A cavallo fra fantasia e poesia, Nevia Rasa, affronta la pittura con un stinto che è ostinata emozionalità e grazia, affidandosi alle percezioni sensibilissime del proprio intuito pittorico, con un personalissimo schema compositivo che si avvale di strutture grafiche, quasi bizzarre.
Imbevute di un colore che spesse volte appare allusivo o complementare alla forma. Per i più esigenti la mia conclusione critica è che ci troviamo di fronte ad un processo emotivo di recupero o riporto alla luce di simbolismi o significati intrinseci, impliciti negli esseri unami, ma non facilmente evidenziabili come lo è l’immagine di un paesaggio.
Dot. Aureliano Casali
Perito ed esperto d’arte del Collegio Esperti D’arte. Rep.S.Marino.